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Ddl Pecorella-Costa: inondiamo di mail la Commissione Giustizia
post pubblicato in diario, il 25 settembre 2009
Il governo torna all’attacco della Rete, puntando a mettergli la museruola. Con il Ddl Pecorella-Costa, assegnato il 14 settembre scorso, in sede referente, alla II Commissione Giustizia della Camera, questa impresentabile destra al governo punta a rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa, in barba all’articolo 21 della Costituzione. Una vera e propria sorta di censura. Ci appelliamo a tutti gli internauti e a tutti i fruitori della rete: sin da subito, prima che il Ddl venga calendarizzato, inondiamo di e-mail di protesta la Commissione Giustizia della Camera, presieduta da Giulia Bongiorno, all’indirizzo: com_giustizia@camera.it”. Jacopo Venier, responsabile Comunicazione del PdCI.
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Scrivete a: com_giustizia@camera.it

N.B. per ora ho trovato questo testo del DDL 
http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/30321 dai siti ufficiali sembra aver cambiato nome :-)

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Città, gg/mm/aaaa

alla Commissione Giustizia della Camera presieduta dall'on. Giulia Bongiorno
Il governo torna all’attacco della Rete, puntando a mettergli la museruola. Con il Ddl Pecorella-Costa, assegnato il 14 settembre scorso, in sede referente, alla II Commissione Giustizia della Camera, si punta a rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa, in barba all’articolo 21 della Costituzione. Una vera e propria sorta di censura.
Occorre definire in maniera inequivocabile, innanzitutto, nel testo del DDL cosa si intende per "natura editoriale" ed a chi si applica.
Ma questo è solo un dettaglio che denota ancora una volta la scarsissima volontà dei rappresentanti eletti di essere chiari quando propongono e redigono progetti di legge.
Infatti, indipendentemente dal dettaglio sopra indicato, non si può NEGARE a nessuno la libertà di espressione con ogni mezzo e la stampa non può essere censurata!
Come cittadino Italiano ritengo che questo disegno di legge sia incostituzionale e quindi improponibile.

In Fede
nome e cognome

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Grazie del testo a Bruno Aprile
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